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Brand Sheet · KOB-BS-03 · 2026

BOP.
Beats of
Pompeii

ClienteBlackstar Entertainment, Napoli · Anno2026 · 24 giugno – 27 luglio · ServiziImmagine coordinata, art direction, sistema poster, cartellone unico · StudioKind of Blue
I — Contesto

Una rassegna,
tanti tour.

BOP — Beats of Pompeii è una rassegna unitaria, prodotta e curata da Blackstar Entertainment di Napoli, che chiama all'Anfiteatro degli Scavi di Pompei tredici artisti diversi nel corso di un'estate.

Nell'edizione 2026 si va dal pop internazionale di Of Monsters and Men e Charlie Puth al jazz di Pat Metheny, dal sinfonico di Riccardo Muti al cantautorato di Vinicio Capossela.

Ogni artista, però, arriva con il proprio tour: il proprio produttore di tappa, le proprie immagini ufficiali, le proprie sponsorizzazioni. Il committente è uno: Blackstar. Le voci visive da tenere insieme sono molte.

02 / 05 Manifesti

Manifesti della rassegna

Scorri orizzontalmente · nove tour, una sola firma di luogo

Manifesto Charlie Puth — BOP 2026
01 Charlie Puth pop internazionale
Manifesto Of Monsters and Men — BOP 2026
02 Of Monsters and Men indie folk-rock
Manifesto Riccardo Muti — BOP 2026
03 Riccardo Muti sinfonico
Manifesto Pat Metheny — BOP 2026
04 Pat Metheny jazz contemporaneo
Manifesto Vinicio Capossela — BOP 2026
05 Vinicio Capossela cantautorato
Manifesto Riccardo Cocciante — BOP 2026
06 Riccardo Cocciante classico italiano
Manifesto Tropico — BOP 2026
07 Tropico indie italiano
Manifesto Beat — BOP 2026
08 Beat rock
Manifesto Miles Davis tribute — BOP 2026
09 Miles Davis tribute jazz tributo
II — Sfida

Tenere insieme
mondi che non si parlano.

Tredici concerti di tredici artisti significano tredici fotografie diverse, tredici palette diverse, tredici registri tipografici diversi. Pat Metheny si presenta in un'immagine urbana americana; Riccardo Muti in un ritratto solenne; Of Monsters and Men in un collage punk-pop.

La nostra responsabilità: trasformare la sede della rassegna — l'Anfiteatro degli Scavi di Pompei — da semplice location a cifra editoriale. L'unità del programma non poteva venire dagli artisti, troppo diversi tra loro. Doveva venire dal luogo.

Pompei come firma, non come indirizzo.

03 / 05 Tipografia

Sistema tipografico

Anteprima con sostitutivi visivi · i font reali sono Trajan (Adobe) e Akrobat (Fontfabric), in attesa di self-hosting

01 / DISPLAY — Lapidario romano

Trajan

R
Claim96 / 100 pt700
H156 / 60 pt700
H236 / 42 pt500
Titolo artista120 / 124 pt700
REGULAR400
SEMIBOLD600
BOLD700
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
0123456789   À É È Ç   & ! ? .
Solo maiuscolo · ispirato alle iscrizioni della Colonna Traiana
02 / TESTO — Sans condensed

Akrobat

a
Body16 / 22 pt400
Lead20 / 26 pt500
Data evento48 / 52 pt600
Caption12 / 16 pt500
Light300
Regular400
SemiBold600
Bold700
ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
abcdefghijklmnopqrstuvwxyz
0123456789   à é è ç ô   & ! ? .
III — Approccio

Tre gesti,
una grammatica.

Il primo gesto: isolare la forma dell'Anfiteatro degli Scavi e portarla nel sistema visivo come segno editoriale. Ogni poster è attraversato da una mezzaluna tratteggiata bianca — una sezione dell'arena vista in pianta — che taglia la composizione.

Il secondo gesto: la scelta della cromia. Il rosso pompeiano non è un rosso scenografico generico, ma il colore specifico dei reperti dell'Anfiteatro: caldo, terroso, profondo. Tutti i poster portano questa cromia nella metà bassa della composizione.

Il terzo gesto: la grammatica del poster, identica per ogni artista. Nella metà alta l'immagine ufficiale, mantenuta nella sua estetica originale; la mezzaluna che taglia; nella metà bassa, rosso pompeiano con marchio, sound-wave, data, sede.

04 / 05 Palette

Sistema cromatico

Click su uno swatch per copiare l'HEX.

01
HEX0A0A0A
RGB10 · 10 · 10
CMYK0 · 0 · 0 · 96
PMSBlack 6 C
Primario
02
HEXC8101A
RGB200 · 16 · 26
CMYK0 · 92 · 87 · 22
PMS485 C
Rosso pompeiano
03
HEX7A0813
RGB122 · 8 · 19
CMYK0 · 93 · 84 · 52
PMS1815 C
Bordeaux
04
HEXEDEDEB
RGB237 · 237 · 235
CMYK0 · 0 · 1 · 7
PMSCool Gray 1 C
Bianco carta

Palette dominante estratta dai poster della rassegna: nero quasi assoluto, rosso pompeiano (colore specifico dei reperti dell'Anfiteatro), bordeaux profondo, bianco carta. CMYK e Pantone calcolati per approssimazione dai valori RGB.

VI — Declinazione editoriale

Tredici date,
un'unica composizione.

Il cartellone unico della rassegna mette in fila le tredici date in una sola composizione. Non è il riassunto dei poster: è il poster di rango superiore, quello che il pubblico vede in metropolitana, all'ingresso dell'Anfiteatro, nei manifesti urbani della provincia.

La logica compositiva è identica al singolo poster ma scalata in serialità: la mezzaluna che attraversa, la fascia rosso pompeiano nella parte bassa, i tredici artisti incastonati in una griglia tipografica che li allinea senza appiattirli.

Il calendario social — Instagram, Facebook e canali dei partner — si è declinato in adattamenti 1:1 e 4:5 a partire dalla stessa famiglia visiva.

05 / 05 Calendario social

Tredici date, una grammatica

Adattamenti 1:1 per Instagram, Facebook e canali partner · piano editoriale 2026

V — Risultato

Il luogo
può essere la firma.

Quando un cartellone è troppo eterogeneo per trovare unità nei contenuti, l'unità può venire dal contenitore. In BOP la coerenza non viene da una griglia tipografica imposta agli artisti, ma dall'aver trasformato la sede in firma editoriale.

Il rosso pompeiano e la mezzaluna dell'arena non decorano: strutturano. Ogni poster, qualunque sia l'artista, dichiara prima di tutto «questo accade a Pompei».

Una seconda lezione, complementare: quando un cliente ha già un marchio radicato — come il marchio BOP — il primo lavoro è non toccarlo. Il secondo è costruirgli intorno un mondo che lo renda più potente senza tradirlo.