L'Università Federico II di Napoli aveva avviato un programma sperimentale sul benessere digitale degli studenti: l'adozione di Lockbox, app sviluppata da una startup italiana, per gestire le distrazioni digitali durante lo studio. Il programma prevedeva una certificazione OpenBadge per gli studenti partecipanti.
L'impalcatura del progetto era già forte. Mancava la lingua per dirla.
Scorri orizzontalmente · sei segni del benessere
Il sistema doveva tenere insieme due marchi diversi per natura e linguaggio. Da un lato l'Università Federico II, ottocento anni di storia, sigillo, marmi, latino dichiarato. Dall'altro Lockbox, una app contemporanea con il vocabolario della Gen Z e l'estetica dello schermo.
La nostra responsabilità è stata costruire una terza voce: un'identità di progetto che non fosse né l'istituzione che si traveste, né il brand-app applicato a un contesto accademico. Una voce sua, riconoscibile, capace di parlare agli studenti senza tradire la solennità dell'ateneo.
Il coordinamento dei due brand: un terzo segno — un esagono che richiama la forma del lucchetto e dell'alveare, con l'iniziale «.B» come firma silenziosa di benessere — capace di convivere con il sigillo dell'ateneo senza sostituirlo né nascondersi.
L'architettura editoriale: il messaggio organizzato in quattro livelli, perché ognuno dei destinatari potesse entrare dal proprio. Una diagnosi che lo studente riconosce («solo un secondo, e sono passate due ore»), un beneficio promesso, una procedura semplice, un riconoscimento ufficiale.
Il linguaggio visivo: un'illustrazione di scena che mostra cosa letteralmente succede quando il cervello si distrae — un keyframe educativo che diventa firma riconoscibile della campagna.
Click su uno swatch per copiare l'HEX.
Palette estratta dal sistema visivo Lockbox: blu primario, turchese e verde lime secondari. CMYK e Pantone calcolati per approssimazione dai valori RGB.
Il sistema di comunicazione si è declinato attraverso una famiglia coerente di applicazioni, ciascuna pensata per un punto specifico del percorso dello studente. La brochure digitale è il documento perno: contiene la diagnosi, il beneficio, la procedura e il riconoscimento.
I segnalibri a doppio lato traducono lo stesso contenuto in formato mnemonico, da portare in tasca: un lato istituzionale (blu, con il claim funzionale «Stacca. Studia. Sblocca premi.»), un lato operativo (verde, con le istruzioni rapide per attivare Lockbox).
Rollup, locandine, allestimento dell'aula, social, OpenBadge: ogni supporto entra nella stessa grammatica, non in un template uguale per tutti.
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Il sistema è stato presentato il 5 maggio 2026 nell'Aula Magna Storica della Federico II, in Corso Umberto I. Apertura del Magnifico Rettore Matteo Lorito, intervento della Prorettrice Angela Zampella sull'OpenBadge, presentazione di Lockbox.
L'evento ha riempito un'aula gremita e diversificata: autorità accademiche, rappresentanze militari, stampa, e — soprattutto — gli studenti, ai quali tutto il sistema era pensato per parlare.
Un'identità di progetto, quando funziona davvero, fa una cosa sola: scompare. Diventa il modo naturale in cui un'iniziativa parla di sé.